Dott. Pazzaglia

Patologie spalla

Artrosi spalla

L’artrosi della spalla è una condizione progressiva sempre più invalidante e dolorosa interessante l’articolazione gleno-omerale.

SINTOMATOLOGIA

La sintomatologia legata all’ artrosi di spalla è caratterizzata da:

  • Dolore anteriore della spalla con possibile irradiazione all’intero braccio di tipo continuativo con persistenza o esacerbazioni notturne
  • Difficoltà nel compiere i comuni movimenti articolari con evoluzione verso forme di rigidità
  • Riduzione fino all’impossibilità nel sollevare pesi
  • Scosci articolari

CAUSE

  • Età avanzata > 70 anni
  • Pregressi traumi articolari
  • Lavori o sport usuranti
  • Lesioni massive croniche cuffia dei rotatori
  • Patologie sistemiche (Artrite reumatoide, etc.

MOMENTO DIAGNOSTICO

In seguito al persistere di una progressiva e sempre più ingravescente sintomatologia dolorosa a carico della spalla si rende necessario sottoporsi a visita specialistica.

Verranno  eseguiti dei test specifici, visionati esami strumentali (Rx spalla, Rmn spalla) ed in base alle condizioni cliniche, alla qualità di vita del paziente, all’entità delle  patologie a carico delle strutture articolari e miotendinee  verrà proposta una procedura  specifica.

Percorso di tipo conservativo

Terapia Infiltrativa ad uso temporaneo con soluzioni innovative quali:

– Acido ialuronico a medio-alto peso molecolare
PRP
– Collagene idrolizzato (Chondrogrid)

Percorso di tipo chirurgico

Qualora il progressivo aumento di lesioni cartilaginee provochi una sempre maggiore degenerazione artrosica delle superfici articolari della spalla, con conseguente comparsa di dolore e successiva diminuzione dei comuni movimenti articolari e della forza, qualora la terapia infiltrativa non porti alcun risultato o il cui risultato positivo duri meno del previsto, si procede per un percorso di tipo chirurgico.

Il tipo di intervento dipende fondamentalmente dall’entità del danno anatomico creatosi (osseo e miotendineo ) e dall’età del paziente, proponendo quindi diversi tipi di impianto protesico:

  • Endoprotesi
  • Artroprotesi
  • Protesi inversa
In anestesia locale (blocco del plesso brachiale) associata sempre ad una sedazione blanda attraverso una incisione cutanea di circa 6-8 cm si procede, dopo accurata preparazione delle sedi ossee d’impianto, all’alloggiamento della protesi. Verranno messi dei punti di sutura da tenere per circa 20 giorni.

Tale procedura in assenza di gravi alterazioni anatomiche viene generalmente eseguita in circa 40 minuti.

Indossare un tutore ortopedico per 4 settimane dopo di che si comincia un progressivo recupero funzionale eseguito esclusivamente presso centri fisioterapici altamente specializzati.

La ripresa dell’attività lavorativa dipende molto dalla natura del lavoro da eseguire.

Per i lavori manuali definiti come “pesanti”, naturalmente dipendenti dall’arto operato, bisogna attendere circa 3-4 mesi dalla rimozione del tutore.

Per i lavori di entità minore i tempi verranno concordati con l’operatore.

Naturalmente solo dopo aver seguito un adeguato percorso riabilitativo ed una visita specialistica di controllo che illustrerà eventuali limitazioni da rispettare.

L’attività fisica, in particolare degli sport che prevedono l’uso dell’arto superiore, viene sconsigliata.

Rare: possono insorgere tutte le normali complicanze legate ad un intervento chirurgico (deiscenza delle ferita chirurgica con possibili secrezioni, infezioni , riduzione della sensibilità della zona operata, etc.) ma con percentuali molto ridotte.