Dott. Pazzaglia

Patologie ginocchio

Condromalacia rotulea da iperpressione rotulea esterna

La rotula viene “guidata” nel suo scorrere sulla superfice femorale (doccia epitrocleare) dall’azione sinergica di tre strutture:

  • Legamento alare esterno
  • Legamento alare interno
  • Quadricipite femorale (ed in particolare una sua componente che è il Vasto mediale obliquo – VMO)

In seguito ad alterazioni biomeccaniche di queste strutture miotendinee/ legamentose o alterazioni della superfice di scorrimento la rotula non avrà più uno scorrimento regolare nella sua sede ma tenderà a spingersi verso l’esterno.

Ciò produrrà progressivamente delle lesioni a carico della superfice cartilaginea con conseguente comparsa di dolore.

Sintomatologia

Il progressivo logorio della superfice cartilaginea comporta con il passare del tempo una comparsa di sempre maggiore dolore ai movimenti esclusivamente di flesso – estensione (salire-scendere le scale, accucciarsi, mantenere a lungo la posizione seduta, etc.) in sede anteriore del ginocchio. A ciò si può associare una sensazione di scrosci articolari sempre più frequenti fino ad avere sensazioni di cedimento articolare A tale sintomatologia può associarsi la comparsa di liquido articolare (idrartro) che tenderà ad aumentare la sintomatologia dolorosa.

MOMENTO DIAGNOSTICO

In seguito al persistere di una progressiva e sempre più ingravescente sintomatologia dolorosa si rende necessario sottoporsi ad una visita specialistica.

Verranno quindi eseguiti dei test specifici e visionati esami strumentali quali:

  • Rx ginocchio sotto carico
  • Rmn ginocchio
  • Tc ginocchio in particolare verrà eseguita una misurazione della TA-GA (vengono studiati i rapporti fra tibia e rotula)

In base alla gravità delle lesioni a carico delle superfici articolari, alle condizioni cliniche del paziente, alla sua qualità di vita verrà proposto un percorso specifico .

Percorso di tipo conservativo

Viene inizialmente consigliato uno specifico percorso di rieducazione funzionale e potenziamento muscolare specifico da eseguire esclusivamente presso centri fisioterapici altamente specializzati con la finalità di eseguire:

  • Stretching dei muscoli flessori (ischio-crurali)
  • Potenziamento selettivo del Vasto mediale obliquo (VMO) attraverso:
    – Ginnastica isometrica
    – Elettrostimolazioni

È previsto anche l’utilizzo di terapia fisiche strumentali (tecar, Ipertermia, etc.).

Tale percorso deve essere seguito in maniera scrupolosa e per un periodo non inferiore ai due mesi.

Percorso di tipo chirurgico

In caso di persistenza di una sintomatologia dolorosa che riduce la qualità della vita e le normali attività quotidiane, lavorative o sportive si rende necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico.

In anestesia locale associata su richiesta una blanda sedazione vengono eseguite due mini-incisioni cutanee attraverso le quali si esegue una lisi del Legamento alare esterno.
Tale procedura viene frequentemente eseguita in circa 15 minuti.

Il giorno successivo all’intervento salvo restrizioni date dall’internista viene ripresa subito la deambulazione utilizzando due bastoni per 20 giorni poi un bastone per ulteriori 10 giorni e viene iniziato uno specifico e progressivo programma di recupero dell’articolarità.

Verrà fatto indossare un tutore ortopedico dopo una settimana dall’intervento per tre settimane
La riabilitazione proseguirà poi esclusivamente presso centri fisioterapici altamente specializzati.

La ripresa dell’attività lavorativa dipende molto dalla natura del lavoro da eseguire. L’astensione dai lavori, intesi come pesanti, naturalmente dipendenti dall’arto operato, è di circa 2 mesi, altrimenti molto prima. Bisogna comunque attenersi a delle precise regole di ripresa delle attività di vita quotidiana-lavorativa che verranno al momento fornite dal personale sanitario in base alla capacità di recupero ottenuta.

La ripresa dell’attività fisica, in particolare degli sport di contatto con il suolo, avviene di norma non prima dei 2-3 mesi dall’intervento.

La ripresa dell’attività fisica , in particolare con gli sport dove è previsto un contatto con altri giocatori avviene di norma non prima di 2- 3 mesi dall’intervento.

Bisogna comunque attenersi a delle precise regole di ripresa dell’attività sportiva che verranno comunicate al momento della visita specialistica di controllo in base alla capacità di recupero ottenuta.

Rare: possono insorgere tutte le normali complicanze legate ad un intervento ad esempio: infezioni, tromboflebiti, necrosi cutanea, etc. Più comuni: deiscenza delle ferita chirurgica con possibili secrezioni, riduzione della sensibilità della zona operata, edemi alla gamba o caviglia-piede operati, etc.