Dott. Pazzaglia

Patologie spalla

Sindrome da conflitto (ex "Periartrite")

La sindrome da conflitto o impingement sub-acromiale è una condizione patologica dolorosa caratterizzata da un “attrito” fra il tendine del muscolo sovraspinoso e l’acromion.

SINTOMATOLOGIA

La sintomatologia legata alla sindrome da conflitto è caratterizzata da:

  • Dolore anteriore della spalla con possibile irradiazione all’intero braccio di tipo continuativo con persistenza o esacerbazioni notturne
  • Difficoltà nel compiere i comuni movimenti articolari
  • Riduzione nel sollevare pesi

MOMENTO DIAGNOSTICO

In seguito al persistere di una progressiva e sempre più ingravescente sintomatologia dolorosa a carico della spalla si rende necessario sottoporsi a visita specialistica.
Verranno  eseguiti dei test specifici, visionati esami strumentali (Rx spalla, Rmn spalla). In questa ambito non si ritrovano veri e propri danni anatomici da dover ricorrere subito ad intervento chirurgico bensì vari gradi di degenerazioni mio-tendinee. In base alle condizioni cliniche del paziente, alla sua qualità di vita, si può provare a seguire un percorso specifico di tipo conservativo.

Percorso di tipo conservativo

In base alle condizioni cliniche del paziente, agli esami strumentali eseguiti, alle richieste funzionali di vita quotidiana, lavorativa o sportiva, viene proposto un percorso di tipo conservativo.

Questo percorso, naturalmente non modifica le condizioni anatomiche che hanno portato alla patologia, ha la sola finalità di diminuire o far annullare la sintomatologia dolorosa presente.

Tra queste troviamo:

  • Terapia fisica strumentale (Ipertermia, Tecar, etc.)
  • Programma specifico di rinforzo muscolare depressori testa omerale (cuffia dei rotatori) da eseguire esclusivamente presso centri di fisioterapia altamente specializzati
  • Infiltrazioni intrarticolari con soluzioni innovative quali:

– Acido ialuronico a medio peso molecolare da ripetere ogni 12 mesi
PRP
– Collagene idrolizzato (Chondrogrid) da ripetere ogni 6-8 mesi

Questi trattamenti devono sempre essere associati ad una successiva fase di rieducazione funzionale articolare eseguita esclusivamente presso centri fisioterapici altamente specializzati.

Qualora tutto ciò non porti ad una soddisfacente qualità di vita quotidiana e/o lavorativa si consiglia di sottoporsi ad percorso di tipo chirurgico artroscopico.

Percorso di tipo chirurgico

In anestesia locale (blocco del plesso brachiale) associata sempre ad una sedazione blanda attraverso circa 3 mini-incisioni cutanee si esegue una acromioplastica (viene ad essere ricreato lo spazio di scorrimento miotendineo) ed una asportazione del tessuto bursale infiammato. NON vengono messi punti di sutura ma soltanto dei cerotti di poliestere, anallergici e atossici (Steri-strip ) da tenere per circa 20 giorni.
La durata dipende da molti fattori, in caso di lesioni isolate non complesse del sovraspinoso la durata è di circa 15-20 minuti.
L’arto operato viene immobilizzato con un tutore ortopedico (rimovibile solo per pochi istanti durante la giornata per permettere un’ igiene personale ed il vestirsi) per 3 settimane Successivamente si comincia un percorso progressivo di recupero funzionale da eseguire esclusivamente presso centri fisioterapici altamente specializzati.

Il recupero dipenderà molto dal tipo di lesione riscontrata durante l’intervento e dal tipo di sutura eseguita.

Fondamentale comunque sarà il percorso di progressivo recupero funzionale per poter ripristinare una condizione di vita qualitativamente soddisfacente per l’assistito.

La ripresa dell’attività lavorativa dipende molto dalla natura del lavoro da eseguire. Per i lavori manuali definiti come “pesanti”, naturalmente dipendenti dall’arto operato, bisogna attendere circa 3 mesi dalla rimozione del tutore, sempre comunque dopo controllo specialistico in base anche agli sviluppi ottenuti con la fisioterapia svolta. Per i lavori di entità minore i tempi verranno concordati con l’operatore in base anche agli sviluppi ottenuti con la fisioterapia svolta.
La ripresa dell’attività fisica, in particolare degli sport che prevedono l’uso dell’arto superiore, viene consigliata non prima dei 3-4 mesi dall’intervento, sempre comunque da concordare con l’operatore in base anche agli sviluppi ottenuti con la fisioterapia svolta.

Rare: possono insorgere tutte le comuni complicanze legate ad un intervento chirurgico ( deiscenza delle ferita chirurgica, infezione, riduzione della sensibilità della zona operata, etc.) ma con percentuali minime grazie alla tecnica utilizzata.